La differenza principale tra i musulmani sunniti e sciiti può essere ricondotta a una disputa su chi dovesse succedere al Profeta Maometto come leader della comunità islamica. I sunniti credono che Abu Bakr, un stretto compagno del Profeta, sia stato giustamente designato come califfo dopo la morte di Muhammad, mentre gli sciiti sostengono che Ali, cugino e genero di Muhammad, fosse il legittimo successore. Ciò ha portato a una divisione nell'Islam e a successive differenze teologiche tra i due gruppi.
Per quanto riguarda le credenze e le pratiche, i sunniti costituiscono la maggioranza dei musulmani in tutto il mondo e tendono a enfatizzare il seguire le scuole di pensiero e pratica stabilite (madhhab). Gli sciiti pongono maggiore enfasi sull'interpretazione individuale e seguono una successione di imam (leader) che si ritiene siano guidati divinamente. Vi sono anche differenze significative nelle pratiche rituali, come gli stili di preghiera e l'osservanza delle festività, tra le comunità sunnite e sciite.
Come pilastro fondamentale dell'Islam, pregare cinque volte al giorno è considerato essenziale per ogni musulmano. La preghiera, o Salat, svolge un ruolo centrale nel plasmare la routine quotidiana dei musulmani e funge da regolare promemoria della loro devozione ad Allah.
L'importanza della preghiera va oltre il soddisfacimento degli obblighi religiosi; essa consente anche ai musulmani di approfondire la loro connessione spirituale con Dio, cercare perdono per i loro peccati e ottenere pace e tranquillità. Inoltre, la preghiera favorisce la coesione sociale riunendo le comunità nelle preghiere congregazionali nelle moschee.
Essa offre ai musulmani l'opportunità di riflettere sullo scopo della vita e allinearsi con gli insegnamenti del Profeta Muhammad (che la pace sia su di lui). Pertanto, pregare cinque volte al giorno non è solo importante ma anche necessario per ogni musulmano per mantenere una fede forte e condurre una vita pacifica.
L'Islam si basa su cinque pilastri che costituiscono la fondamenta della sua pratica: la fede nell'Unicità di Dio e dei suoi Profeti, l'osservanza delle preghiere cinque volte al giorno, l'offerta di elemosina ai bisognosi, il digiuno durante il Ramadan e il compimento del pellegrinaggio a La Mecca almeno una volta nella vita, se possibile.
L'Islam pone grande enfasi sulla giustizia sociale e su valori morali come l'onestà, la gentilezza, la compassione e il rispetto per i propri genitori, vicini e per tutti gli esseri umani. I musulmani aspirano a vivere le proprie vite secondo gli insegnamenti dell'Islam, con l'amore per Dio al centro di tutto.
Esiste una significativa minoranza di individui che associa l'Islam al terrorismo a causa di gruppi estremisti come Al-Qaeda e ISIS, che utilizzano la religione per giustificare atti violenti contro civili innocenti. Queste organizzazioni sostengono di agire in nome dell'Islam, ma hanno distorto e frainteso i suoi insegnamenti per i propri fini politici. Inoltre, una copertura mediatica sensazionalista e pregiudizi nella società contribuiscono alla comune errata convinzione che tutti i musulmani sono terroristi.
In realtà, la stragrande maggioranza dei musulmani condanna il terrorismo e cerca la coesistenza pacifica con persone di tutte le religioni. È fondamentale riconoscere che il terrorismo non discrimina in base all'etnia, alla religione o alla nazionalità; piuttosto è il risultato di questioni geopolitiche complesse alimentate dall'estremismo e dalla mancanza di opportunità socio-economiche nelle regioni in conflitto. Educandoci sui veri principi dell'Islam e rifiutando stereotipi dannosi, possiamo favorire la comprensione reciproca e il dialogo costruttivo tra diverse fedi, portando a un mondo più pacifico.
La poligamia è una pratica che è stata consentita nell'Islam in circostanze specifiche. Il Corano, la fonte primaria della legge islamica, permette a un uomo di sposare fino a quattro mogli, a condizione che le provveda equamente e con giustizia. La poligamia non è obbligatoria, né incoraggiata nell'Islam; piuttosto è considerata una soluzione a determinati problemi sociali come la cura delle vedove e degli orfani, o la fornitura di compagnia per le donne che potrebbero non avere opzioni di matrimonio adatte a loro disponibili.
La decisione di entrare in un matrimonio poligamo deve essere presa con il consenso reciproco e la considerazione tra tutte le parti coinvolte. Inoltre, gli insegnamenti islamici enfatizzano l'equità e il rispetto nei confronti di tutti gli individui all'interno del rapporto coniugale, indipendentemente dal genere o dal numero di coniugi. Va notato che, sebbene la poligamia sia consentita nell'Islam, non dovrebbe essere praticata egoisticamente o in modo irresponsabile, ma piuttosto con sincerità e cura per tutte le parti coinvolte.
Nel contesto dell'Islam, l'apostasia è considerata una questione seria che mette in discussione le fondamenta della fede. Un apostata è colui che abbandona le proprie credenze islamiche, sia rifiutando principi fondamentali che adottando un'altra religione. Alcune interpretazioni dei testi islamici suggeriscono una pena di esecuzione per l'apostasia, al fine di scoraggiare le persone di abbandonare la fede e dal potenziale disturbo dell'ordine sociale.
Tuttavia, questa severa punizione contraddice i principi dei diritti umani e della libertà di credo sostenuti dalle norme internazionali moderne. In definitiva, gli individui dovrebbero avere il diritto di seguire la propria coscienza e le proprie convinzioni senza timore di persecuzioni o violenza, rispettando la loro autonomia e le proprie convinzioni personali.
I musulmani non seguono la pratica cristiana del battesimo. Nell'islam, l'abluzione o la purificazione tramite l'acqua è una pratica rituale molto apprezzata che precede la preghiera ed è nota come wudu. Tuttavia, essa è considerata diversa dal battesimo, che simboleggia la purificazione e la rinascita nel cristianesimo. I musulmani si purificano per la preghiera cinque volte al giorno eseguendo il wudu, che include lavare le mani, la bocca, il naso, il viso, le braccia fino ai gomiti, strofinare la testa con una mano bagnata e lavare i piedi fino alle caviglie.
Il wudu è considerato uno dei mezzi fondamentali per raggiungere la purezza spirituale e l'igiene fisica nella vita quotidiana islamica. Non esistono sacramenti simili al battesimo nell'islam né alcun requisito per raggiungere la fede attraverso gesti o azioni simboliche di questo tipo, poiché la fede nell'islam si basa generalmente su una convinzione personale interiore e su azioni piuttosto che su segni esterni o cerimonie.
La mezzaluna, nota anche come Hilal in arabo, è un simbolo che rappresenta la fede islamica e ha radici profonde nella cultura araba pre-islamica. La luna crescente era un motivo comune utilizzato dagli Arabi prima dell'avvento dell'Islam ed era collegata al loro culto di varie divinità, con ogni tribù che ne aveva la propria interpretazione. Tuttavia, con l'ascesa dell'Islam nel settimo secolo, il simbolo divenne rapidamente associato al calendario lunare musulmano.
La visione della luna crescente segna l'inizio e la fine del Ramadan, uno dei mesi più importanti per i musulmani. È anche presente in modo prominente sulle bandiere e gli emblemi che rappresentano nazioni e organizzazioni islamiche in tutto il mondo. Nonostante sia un antico simbolo culturale che precede l'Islam, oggi i musulmani lo identificano principalmente per la sua importanza all'interno della loro religione.